martedì 31 gennaio 2017

Canti dell'innocenza e dell'esperienza, William Blake

Feltrinelli | Lingua: Italiano e Inglese | Numero di pagine: 160 | Isbn-13: 9788807822049 | Traduttore: Roberto Testa Rossi

‟I Songs of Innocence, i Songs of Experience e le composizioni tratte dal manoscritto di Rossetti sono opera di un uomo dotato di profondo interesse per i sentimenti umani e di profonda conoscenza del loro esplicarsi. I sentimenti vi sono presentati in forma semplificata al massimo, astratta; tale forma è un esempio dell'eterna lotta dell'arte contro l'educazione, dell'artista letterario contro il continuo deterioramento del linguaggio. È importante che l'artista sia istruito al massimo nella sua arte; ma la sua educazione è tale da essere più ostacolata che incoraggiata dai comuni procedimenti sociali che costituiscono l'educazione dell'uomo comune, poiché i procedimenti comuni consistono soprattutto nell'acquisizione di idee impersonali che oscurano quanto veramente siamo e sentiamo, quanto veramente vogliamo e quanto veramente sollecita il nostro interesse. Quel che risulta nocivo, naturalmente, non è tanto la reale quantità di informazioni acquisite quanto il conformismo che il cumulo di cognizioni può imporre… Blake sapeva che cosa lo interessava, e perciò presenta solo l'essenziale, o meglio, presenta soltanto ciò che si può presentare e che non ha bisogno di essere spiegato. E poiché non si lasciava distrarre, o turbare, o assorbire da nessun altro interesse, oltre a quello della precisa definizione delle cose, egli capiva. Era nudo, e vedeva l'uomo nudo, e dal centro del cristallo suo proprio.”
 T.S. Eliot



Conoscevo Mr Blake solo di nome, arrivatomi per vie traverse. La sua figura mi ha sempre affascinato, una produzione artistica, la sua, che mi ha lasciata stupefatta – ma per un motivo o per l’altro non l’avevo mai preso in considerazione come lettura. Questo volume, che mi è capitato più per caso che per ricerca ponderata, è stato il mio primo approccio. Pensavo a qualcosa di totalmente diverso, seppure non saprei spiegare bene cosa mi aspettassi davvero. Mi è dispiaciuto solo che fosse così breve, di sicuro voglio leggere altro di Blake. L’idea che ne ho al momento è buona, però cerco ancora quel qualcosa in più che sa darmi la poesia che amo.
Il testo inglese a fronte è sempre tanta roba, e a memoria ricordo che la traduzione era molto buona.
Approvato.

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L’AUTORE William Blake (1757-1827), poeta, incisore e pittore, nacque a Londra, figlio di un commerciante. Fu educato in casa, soprattutto dalla madre, e poi incoraggiato a compiere studi di disegno e incisione. Fu molto influenzato dalla lettura della Bibbia, che resterà un’importante fonte di ispirazione, e dall’arte e dall’architettura gotiche. Nel 1774 aprì, assieme alla moglie e a un fratello, un negozio di stampe. Si dedicò alla poesia, che concepiva come l’opera visionaria di un veggente, e all’arte, illustrando molti dei suoi libri con disegni e incisioni che rappresentavano il corollario necessario del testo. Esordì con Schizzi poetici, nel 1783, cui seguirono i Canti dell’Innocenza (1789) e i Canti dell’Esperienza (1794). Successivamente Blake iniziò la serie dei cosiddetti “libri profetici”. Pubblicò tra gli altri Il libro di Thel (1789), Il matrimonio del cielo e dell’inferno (1790), Visioni delle figlie di Albione (1793), America (1793), Il libro di Urizen (1794), Milton (1804), Gerusalemme (1804). Vala o i quattro Zoas uscì postumo. Illustrò inoltre la Divina Commedia e il Libro di Giobbe. Creativo e anticonvenzionale genio romantico, fu incompreso dai contemporanei, ma esercitò un’influenza notevole sulla poesia e sull’arte visiva a venire, grazie anche alla rivalutazione dei prerafaelliti e di Yeats, per il primato riconosciuto all’immaginazione, per l’espressività e la creatività di parola e disegno, per la sua rivoluzionaria visione filosofica.

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